Miroirs

Une barque sur l'océan

Oggi vi parlero di una tra le piu belle opere scritte da Maurice Ravel, la raccolta intitolata Miroirs,ovvero specchi.

Miroirs è una serie di cinque brani per pianoforte composti da Ravel  tra il 1904 e il 1905 e pubblicati da Demets nel 1906. 

Titoli

Anche la prima esecuzione pubblica avvenne nel 1906, con Ricardo Vines al pianoforte. Vines, coetaneo di Ravel e suo compagno di studi al Conservatorio, era un pianista molto apprezzato nell’ambiente musicale dell’epoca, e per la sua facilità di lettura e la sua sensibilità era spesso richiesto per l’esecuzione di opere nuove. 

 

Nel periodo di composizione dei Miroirs Ravel non si sentiva particolarmente apprezzato dall’ambiente accademico, aveva tentato di vincere il Prix de Rome senza successo e non era riuscito a trovare un canale per la diffusione delle sue opere. 

Così si era legato al gruppo degli Apaches, termine coniato da Ricardo Vines per definire lo status di emarginati artistici degli appartenenti al gruppo. 

Il legame con gli Apaches dava a Ravel senso di appartenenza e gli forniva stimoli artistici confrontandolo con i diversi ambiti nei quali operavano i componenti del gruppo. 

Il titolo Miroirs (specchi), incoraggiò  i critici a considerare quest’opera come appartenente al movimento impressionista. Ravel non contraddisse questa opinione, sebbene sostenesse che il termine impressionismo non avesse un preciso significato se non in merito alla pittura. 

E quindi come dobbiamo leggere i Miroirs?

Direi come il tentativo di Ravel di ricomporre immagini del mondo umano o della natura in modo da migliorarne la percezione.

 

‘Une barque sur l’océan” (Una barca sull’oceano), terzo brano dell’opera, è dedicato al pittore Paul Sordes, amico del compositore.

E’ il lavoro più lungo della raccolta e contiene aspetti tecnici, quali i lunghi arpeggi e i trilli doppi, che ci possono far pensare alla scrittura pianistica di Liszt. 

Un elemento che sembra essere rivelatore di una precisa caratteristica di Ravel come pianista è l’impiego frequente del pollice per evidenziare elementi melodici ed effetti sonori, ricorrente in tutti i Miroirs e ancor più nel successivo  Scarbo di Gaspard de la nuit.

Ravel è un maestro del colore, l’immagine della barca che dondola sull’acqua celebra il trionfo della luce e degli innumerevoli riflessi  che essa genera colpendo la superficie delle onde. Lo scintillio dei riflessi sulla superficie del mare è accentuato già nelle prime misure dalla seconda minore formata dalla sovrapposizione di sol diesis (md) e la (ms). 

L’indicazione “d’un rythme souple”  indica il tentativo di Ravel di imitare la flessibilità dell’acqua, così come l’uso dell’asimmetria tra le due mani (destra in 2/4 e sinistra in 6/8) sovrappone  lo scivolare della barca  all’imprevedibile e mobile flusso dell’oceano. Il primo elemento è esposto dalla mano destra.

Dalla quarta misura Ravel aggiunge una melodia distribuita tra le due mani, questa melodia fornisce consistenza alla tessitura ed è L’indicazione “très enveloppé de,pédale” rende possibile la formazione di masse sonore molto diverse, riconducibili ad un moto ondoso mutevole.

Grazie alla dimensione di questo pezzo, Ravel ha la possibilità di sperimentare. 

Ravel utilizza la figura arpeggiata per tutto il tempo per mantenere l’unità, ma la combina con nuove idee melodiche. Il climax principale si trova alla misura 104. Questo è seguito

da una cadenza molto tecnica che colloca gruppi di otto note contro gruppi di sei in

una fioritura fluida e rapida, che contiene gli accenti melodici ricorrenti in tutto il

pezzo. 

Gli episodi a doppio trillo dalla battuta 111 ci riconducono ad atmosfere familiari, ogni successiva ripetizione è scritta un’ottava più bassa e si percepisce che la fine si profila. 

Ravel include poche battute dalla lenta sezione espressiva e poi inserisce brevi movimenti e

passaggi discendenti del tema principale nel tono di apertura. La fine consiste in un rapido arpeggio la maggiore senza la tonica.

E concludo questa presentazione sottolineando come l’impeto descrittivo ma soprattutto il carattere misterioso dei Miroirs allontanino sempre piu Ravel dal simbolismo di Debussy ed agiscano sulla nostra coscienza evocando molto piu di ciò che i titoli suggeriscono..

 

 

Tombeau de Couperin

Tombeau de Couperin - Toccata - Riccardo Mussato